Kanestri: L’arte di fare centro mancando il canestro


C’è chi la musica la usa come un curriculum e chi, come Kanestri, la usa per sopravvivere. In un’epoca dominata dall’ossessione per la visibilità e dai ritmi serrati dei social, l’artista si presenta come una voce fuori dal coro: un "maratoneta" che preferisce l’ombra dei propri limiti alle luci abbaglianti delle classifiche.
Partendo dal legame viscerale con la sua prima Stratocaster, Kanestri ci conduce in un viaggio fatto di canestri sbagliati che diventano benzina per l’anima e di una ricerca costante della verità, lontana dalle logiche di mercato. In questa intervista ci racconta il valore del mistero, la sfida di emergere restando fedeli a se stessi e le prime anticipazioni sul suo album d'esordio, previsto per giugno 2026. Un dialogo vivo e sincero, proprio come la sua musica.

Ci racconti le tappe più importanti del tuo percorso musicale? Quali sono stati i "canestri" decisivi che ti hanno portato fin qui? 
Ciao ragazzi, un piacere scambiare due parole con voi. Eh, quanto tempo abbiamo? Dai sarò super sintetico perchè il mistero è sempre importante, forse decisivo. La tappa più importante del mio percorso musicale è stato l’acquisto della prima stratocaster, da lì in poi si è aperto il cielo e nuovi mondo sono apparsi ai miei occhi. Pari passo i “canestri” che mi hanno fatto arrivare fino qui sono senza dubbio quelli sbagliati, quelli che anche se provi a fare del tuo meglio non ti fanno fare centro. Benzina per la mia anima. Ci vuole sempre un pizzico di follia.
 
Quale messaggio vuoi comunicare con il tuo nuovo singolo? C'è una sfida sportiva o personale che fa da sfondo al brano? 
Sullo sfondo ci sono sempre le esperienze vissute sulla mia pelle, gli incontri, l’amore, la poesia e il sesso. Non sono un operaio della musica. Faccio le canzoni perchè è il modo che ho per comunicare le mie emozioni, per non morire ogni giorno. Spero valga lo stesso per chi ama ascoltare la musica e si nutre delle sensazione che essa crea. 

Se dovessi usare due aggettivi per descrivere il singolo, quali sceglieresti per definirne il ritmo e l’energia? 
Due aggettivi potrebbero essere fin troppi, o troppo pochi, non è questo ciò di cui abbiamo bisogno. Vorrei che le persone percepissero la profondità della musica, quello che c’è dietro. La canzone è un linguaggio, un modo per dirti qualcosa che magari hai sempre sottovalutato. E allora ti dico: vivo e sincero.

Cosa ne pensi della scena musicale attuale? Chi sono i "top player" che salveresti e cosa cambieresti nelle regole del gioco? 
Che domanda difficile da rispondere in poche righe. Salvo tutti gli artisti che hanno qualcosa di autentico da dire, sono loro i Top Player per me, le classifiche non saranno mai la mia bussola. E della scena attuale penso che ci siano un sacco di validi artisti pronti ad emergere, in un contesto difficile da gestire. E che sia chiaro: emergere non vuol dire “diventare famosi” ne tantomeno ricchi. Emergere per me significa avere la possibilità di vivere facendo quello che si è, migliorarsi costantemente senza avere l’obiettivo di soddisfare le esigenze di mercato, il lusso di potersi porre obiettivi a lungo termine. Emergere vuol dire far uscire dal fondale la vera anima, buttare nel cesso i “piani B” e passeggiare nella totale e frustrante insicurezza dei propri limiti.    

Come vivi il rapporto con i Social Network? Pensi che la visibilità digitale sia un allenamento necessario o una distrazione che rischia di farti perdere di vista l'obiettivo artistico? 
Che brutta parola “visibilità”. Almeno per chi come me ama il mistero, la notte, il silenzio e l’ombra. E’ la droga di questo nuovo contesto musicale, un concetto che paghi. Economicamente ed emotivamente. Il secondo, più del primo, può distruggere vite. Quindi detesto la visibilità per ciò che rappresenta. Nel mio percorso artistico faccio quello che serve per non auto-demolirmi, quindi la presenza social è importante ma solo ed esclusivamente come amplificatore della mia reale posizione. E’ pericoloso mostrarsi per ciò che non si è, poi alla fine la gente vorrà quello. E non sei tu. Mi sento senza dubbio più un maratoneta che un centometrista, mettiamola così.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni? Stai già preparando il prossimo "quarto" della tua carriera? 
Ho scritto molte canzoni negli ultimi 2 anni e continuo a scriverle, per fortuna. La mia valvola di sfogo. Non mi sono mai sentito così ispirato in tutta la mia vita. Sceglierò presto i vestiti giusti per le nuove canzoni. Nel mentre è in arrivo il mio primo disco previsto per Giugno 2026. 

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