Suore Bologna: "Portiamo gioia e autenticità, sognando l'Ariston con Stefano De Martino"

 


Dalla vetrina internazionale di Cannes fino ai palchi di RAI e Mediaset, le Suore Bologna non smettono di stupire. In occasione del lancio del loro tormentone estivo "Per sempre estate", le abbiamo incontrate per ripercorrere le tappe di una storia incredibile e scoprire i loro ambiziosi progetti futuri, tra solidarietà, calcio e il sogno del Festival di Sanremo.

Dal debutto nel 2015 con il documentario a Cannes, passando per i portici di Bologna e le apparizioni in RAI e Mediaset. Ci riassumete le tappe più folli ed emozionanti del percorso che vi ha portato fino a qui?
Il nostro viaggio è stato un susseguirsi di momenti straordinari, alcuni incredibilmente intensi e indimenticabili. Tutto è iniziato nel 2015 con un documentario presentato fuori concorso al Festival di Cannes: un'esperienza pazzesca che ha permesso di far scoprire la storia della nostra "suora ispiratrice", Suor Alberta Cocchi, a un pubblico internazionale. Questo docu-short-film offriva uno spaccato dell'Italia autentica e raccontava i sacrifici compiuti per un amore più grande, come quello per il prossimo, per la famiglia, per la musica e per Dio. Suor Alberta oggi ci ha lasciato volando in paradiso, diventando il nostro angelo custode, ma continua a essere la nostra guida.
Le successive esibizioni in RAI e a Mediaset (in particolare a Tu sì que vales) hanno segnato un altro capitolo fondamentale, permettendoci di raggiungere il grande pubblico televisivo e di portare il nostro messaggio di gioia direttamente nelle case degli italiani. Ogni apparizione in TV è stata un'emozione unica. Molte delle nostre "Sorelle" non erano mai salite su un palcoscenico in vita loro, figuriamoci davanti alle telecamere e in diretta! È stato un mix esplosivo di adrenalina, paura e pura felicità, tutto finalizzato a condividere il nostro lavoro e a portare avanti le nostre missioni di beneficenza.

Se doveste scegliere due aggettivi per descrivere l'anima e il ritmo di "Per sempre estate", quali sarebbero?
Sceglieremmo sicuramente "solare" e "coinvolgente", ma ci permettiamo di aggiungerne un terzo: "vibrante". Il brano emana un'energia positiva che richiama il calore e la vitalità della bella stagione, trasmettendo una sensazione immediata di leggerezza e spensieratezza. Il ritmo trascinante invita ad alzarsi e ballare, creando un'atmosfera di festa che speriamo possa accompagnare le persone sia nei momenti felici sia in quelli più difficili. L'atteggiamento positivo è ciò che può trasformare ogni situazione! Con questi aggettivi vogliamo esprimere il nostro intento: portare luce attraverso la musica, facendo sentire chiunque parte di un'avventura musicale senza fine.

Voi giocate molto con l'ironia e la freschezza. Guardando la scena musicale italiana attuale, cosa vi piace di più (e salvereste) e cosa invece cambiereste o vorreste portare di nuovo, proprio come avete fatto con il vostro stile?
Ci piacerebbe invitare i giovani artisti a riflettere di più sui grandi cantautori italiani del passato, invece di scimmiottare costantemente le tendenze straniere. La musica italiana è amata in tutto il mondo: basti pensare che in Giappone i bambini a quattro anni imparano i testi di classici come ’O sole mio, mentre spesso i nostri giovani non ne conoscono nemmeno le parole.
A nostro avviso, l'industria discografica attuale sta un po' girando a vuoto, riproponendo repliche su repliche di popstar standardizzate, tutte con lo stesso stile, gli stessi ammiccamenti, i body glitterati e la pelle scoperta in primo piano. I testi sono spesso caratterizzati da volgarità e i brani sembrano "cotti e mangiati", sacrificati nella durata pur di essere dati in pasto agli algoritmi delle piattaforme digitali.
In questo scenario stimiamo molto un'artista internazionale come Raye, che ha avuto il coraggio di scendere da questa macchina in corsa a proprio rischio e pericolo. Ha composto la sua musica creando un album con brani di quasi 8 minuti, registrati dal vivo con una grande orchestra, intitolato significativamente “THIS MUSIC MAY CONTAIN HOPE”. Lei ha dimostrato che si può ancora fare musica autentica e di qualità; vorremmo che i nostri giovani prendessero esempio da questo modo di fare arte per esprimere emozioni profonde, in contrapposizione alla tendenza "usa e getta" di oggi.
Nel nostro piccolo, come Suore Bologna puntiamo a mantenere questa autenticità e una visione artistica pulita. Vogliamo creare musica che parli al cuore, mantenendo viva la tradizione italiana senza dimenticare i grandi maestri, ma facendolo a modo nostro: con sorriso, leggerezza e soprattutto... senza parolacce!

Le vostre cover su YouTube e i contenuti su TikTok e Instagram sono diventati spesso virali, regalandovi un affetto pazzesco. Come vivete il rapporto con i social e in che modo credete che questi mezzi possano aiutare a veicolare messaggi positivi e di solidarietà?
Viviamo il rapporto con il web con grandissimo entusiasmo e immensa gratitudine. Piattaforme come YouTube, Facebook, TikTok, Instagram e, da pochissimo, anche Spotify, sono strumenti straordinari che ci permettono di connetterci con un pubblico vastissimo, abbattendo ogni barriera geografica per mostrare il nostro lato più genuino.
Crediamo fortemente che i social, se usati con intelligenza e cautela, possano diventare amplificatori potentissimi di solidarietà. Ci permettono di sostenere cause benefiche, sensibilizzare su temi importanti e coinvolgere le persone: un semplice video può ispirare qualcuno a fare la differenza, facendo sentire la community parte di qualcosa di più grande.
Detto questo, gestire tutto non è affatto semplice; è un vero e proprio lavoro che richiede tempo, competenza e costanza. Cogliamo quindi l'occasione per lanciare un appello ufficiale: cercasi volontario per il ruolo di Social Media Manager che voglia abbracciare la nostra causa! Requisiti richiesti: taaaanta pazienza, perché siamo decisamente troppo "viralissime", eh eh eh!

Sappiamo che il brano è nato quasi magicamente in cinque minuti grazie anche all'incontro nato tramite la Nazionale Italiana Suore Calcio. Quali saranno i vostri prossimi impegni, tra promozione estiva, live e progetti benefici?
Ci teniamo molto a raccontare questo aneddoto! La nostra collaborazione con la Nazionale Italiana Suore Calcio è iniziata due anni fa, quando il mister Moreno Buccianti era alla ricerca di suore calciatrici. Pensando che fossimo religiose vere, ci ha contattato per chiederci se ci fosse qualche sorella disposta a scendere in campo per una partita a Bologna. L'occasione era perfetta anche per girare alcune scene del docufilm “Tacchi e Tacchetti”, dedicato alla storia del calcio femminile. La nostra leader, Immacolata Caforio, ha accettato subito la sfida, dicendo scherzosamente che, trattandosi di un film, potevamo partecipare tranquillamente anche senza aver preso i voti! Da lì è nata una sinergia indissolubile: oggi ben cinque membri delle Suore Bologna fanno parte della Nazionale e partecipano attivamente alle "Partite del Cuore", giocando in campo e cantando durante gli eventi correlati.
Proprio durante uno di questi eventi in Toscana abbiamo incontrato Tiago Da Silva, percussionista brasiliano che ha voluto sostenere la nostra causa esibendosi con noi. Chiacchierando è nata l'idea di una collaborazione; Tiago ha poi coinvolto il suo amico William Di Lello (cantante italo-canadese noto per la sua partecipazione ad Amici). Il pezzo è nato in appena cinque minuti: William lo ha interpretato magnificamente, superando anche la sfida tecnica della tonalità, che la nostra leader Immacolata aveva scritto originariamente per voci femminili. In pochissimi mesi abbiamo girato il video a Villa Capriata ed eccoci qua.
Per quanto riguarda il futuro, l'estate 2026 ci vede impegnatissime: faremo un grande concerto allo Stadio Comunale di Molinella (BO) per raccogliere fondi per il progetto "Un Bastone per l'Africa" (che fornisce assistenza medica ai bambini non vedenti in Algeria) e per donare materiali sportivi ai bimbi bisognosi. Saremo inoltre presenti in diverse sagre e feste parrocchiali del territorio per sostenere le realtà più vulnerabili, e voleremo in Sardegna con la Nazionale Cantanti Suore per un evento benefico in cui giocheremo e canteremo.
Per la stagione autunno-inverno, invece, riprenderemo la nostra tournée teatrale con lo spettacolo musico-teatrale "Dalle STELLE a SANREMO", dopo lo straordinario successo del debutto al Teatro Comunale di Zola a favore dell'associazione ANGSA. E a febbraio... beh, l'obiettivo è tentare la scalata al Festival di Sanremo, magari proprio nella serata delle Cover! Dopo undici anni passati a cantare le cover del Festival, sogniamo il palco dell'Ariston. Come diciamo sempre: dopo Topo Gigio e Tony Pitony, un gruppo di finte suore pazzerelle e attempate è proprio quello che ci vuole per rompere gli schemi e fare del bene divertendosi.
Viva il Festival! Stefano De Martino... noi aspettiamo la tua chiamata... a questo punto ci manca solo il miracolo!


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