Michele Montani, “Isole”: la ricerca di un contatto autentico

 


La musica accompagna Michele Montani fin da piccolo, ma con “Isole” l’artista dà voce a una riflessione molto attuale: possiamo essere sempre connessi e sentirci comunque lontani. Nell’intervista racconta da dove nasce il brano e quale messaggio desidera condividere con chi lo ascolta. Si sofferma anche sull’atmosfera del singolo e sulle parole a cui è più legato, lasciando infine uno sguardo aperto sui prossimi progetti.

Come hai raccontato, la musica ti accompagna da quando eri piccolo e il canto è una passione che hai coltivato nel tempo: quando hai capito che volevi farne parte del tuo percorso?

Credo di averlo capito abbastanza tardi, alle medie. Nonostante questa passione fosse nata sin da piccolo (sembra infatti che io abbia iniziato a cantare, prima ancora di parlare), tuttavia ho deciso di occuparmene e di studiare musica solo durante le scuole medie, quando ho scoperto la passione per il clarinetto e, successivamente, ho iniziato anche le mie prime lezioni di canto.

Con “Isole” racconti il paradosso di sentirsi soli pur vivendo in un mondo sempre connesso. Quale messaggio speri arrivi a chi ascolta il brano?

Spero arrivi il messaggio che questo paradosso è concreto, ma soprattutto tocca ognuno di noi. Ma non c’è da scoraggiarsi: siamo isole, circondate dal mare della frenesia e della comunicazione, sì; ma siamo anche terra, ciò forza, stabilità e solidità, che il mare non può portare via.

Nel sound di “Isole” convivono un ritmo ripetuto e incalzante e la metafora intensa delle isole. Che atmosfera volevi creare con questo singolo?

Il contrasto: tutto il brano è basato sul contrasto. Il ritmo incalzante è la società in cui siamo immersi costantemente, frenetica e veloce, mentre la metafora delle isole è il nostro porto sicuro, la calma che ricerchiamo tanto.

C’è un passaggio o un’immagine di “Isole” a cui sei particolarmente legato? Che cosa significa per te?

Assolutamente sì, lo special: “ma se tendo la mia mano c’è chi l’afferra / in questo mare, noi siamo terra”. È l’affermazione di come un legame autentico possa rivelarsi casa, radici, stabilità. È la richiesta di creare relazioni solide e durature.

Dopo esserti concentrato sulla promozione di “Isole”, hai accennato a un nuovo inedito su cui vorresti lavorare: quali saranno i tuoi prossimi impegni?

Ho in mente qualche tema che vorrei trattare nei prossimi inediti, sempre legati al nostro modo di relazionarci con gli altri, ma, per ora, sono solo in una fase di brainstorming e bozze; sono quindi idee che stanno prendendo forma e, presto, spero prendano anche “musica”!

Grazie, Michele, per essere stato nostro ospite!

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