Dal rigore accademico del
Conservatorio di Trento – tra il pianoforte e il canto lirico – fino al
palcoscenico del musical e del pop d'autore, Elena Camo rappresenta un profilo
artistico poliedrico, capace di coniugare preparazione tecnica e spiccata sensibilità
cantautoriale. Con l'uscita del suo nuovo singolo "Niente Prove",
l'artista affronta con forza e consapevolezza il tema del valore di sé e dei
sentimenti autentici. In questa intervista esclusiva per Revista Web, Elena
Camo ci guida attraverso la sua evoluzione musicale, analizzando il dialogo tra
musica classica e pop contemporaneo, la connessione diretta con il pubblico e
la strada che la condurrà verso il nuovo progetto discografico.
Sei
laureata in pianoforte e canto al Conservatorio di Trento e la tua carriera
spazia dall’opera lirica ai musical, fino al pop d'autore. Guardando indietro,
quali sono state le tappe e i
passaggi chiave che ti hanno permesso di far coesistere il rigore accademico
con la tua urgenza di cantautrice?
Credo che
il Conservatorio mi abbia dato delle basi solidissime, non solo dal punto di
vista tecnico ma anche nella disciplina e nel rispetto della musica. Lo studio
del pianoforte e del canto lirico mi ha insegnato che ogni dettaglio ha un
valore e che dietro a ogni interpretazione c'è un grande lavoro.
Parallelamente,
però, ho sempre sentito l'esigenza di raccontare qualcosa di mio. L'esperienza
nell'opera e nei musical mi ha aiutato a crescere
come interprete, ma a un certo punto ho
capito che volevo dare voce anche alle mie emozioni e alla mia visione del
mondo. È lì che è nata la mia parte di cantautrice.
Oggi non
vedo queste due anime come opposte, ma complementari. Il rigore accademico mi
permette di affrontare ogni progetto con consapevolezza, mentre la scrittura mi
dà la libertà di essere autentica.
Penso che proprio l'equilibrio tra tecnica ed emozione sia ciò che oggi
rappresenta meglio la mia identità artistica.
Il tuo
nuovo singolo mette a nudo la vulnerabilità e la verità dei rapporti umani, fin
dal titolo. Quale messaggio profondo vuoi comunicare attraverso questa canzone
e come si inserisce nel percorso introspettivo che stai tracciando?
"Niente Prove" parla del momento in cui si smette di
accettare compromessi e si sceglie di dare valore a se stessi. Il titolo
richiama proprio questo concetto: nella vita e nei sentimenti non si può vivere
"in prova", aspettando che qualcun altro decida se restare o andare.
Credo che ognuno meriti un rapporto autentico, fatto di presenza, rispetto e
scelte sincere.
Con questa
canzone ho voluto raccontare una presa di coscienza più che una delusione. È il
momento in cui si trova il coraggio di dire: "Se mi vuoi, mi scegli davvero. Altrimenti vado avanti." Penso
sia un messaggio in cui molte persone possono riconoscersi, perché riguarda non
solo l'amore, ma anche il rispetto che dobbiamo avere per noi stessi.
Questo
brano rappresenta un'altra tappa del mio percorso artistico e personale. Mi
piace raccontare emozioni vere, ma sempre con uno sguardo che porta verso la
forza e la consapevolezza. Anche quando parto da una fragilità, cerco di
trasformarla in un messaggio positivo: imparare a scegliere se stessi non è un
atto di egoismo, ma di amore verso la propria vita.
Il tuo
nuovo singolo mette a nudo la vulnerabilità e la verità dei rapporti umani, fin
dal titolo. Quale messaggio profondo vuoi comunicare attraverso questa canzone
e come si inserisce nel percorso introspettivo che stai tracciando?
Se dovessi scegliere due aggettivi direi coinvolgente e autentico.
Coinvolgente perché è un brano pop che punta ad
arrivare subito a chi lo ascolta. Ha un ritornello molto orecchiabile, di
quelli che ti restano in testa già dal primo ascolto e ti fanno venire
spontaneamente voglia di cantarlo. Mi piace quando una canzone riesce a essere
immediata senza rinunciare a dire qualcosa
di importante.
Autentico perché, al di là della sua energia e
della sua freschezza, racconta un'emozione vera. La mia interpretazione e ogni
scelta musicale sono state pensate per trasmettere un messaggio sincero,
mantenendo sempre la voce al centro del racconto.
Credo che
"Niente Prove" rappresenti perfettamente il pop che amo: moderno,
melodico, emozionante e capace di farsi ricordare, con un ritornello che entra
subito nella testa ma anche con un testo che lascia qualcosa a chi lo ascolta.
La tua
proposta unisce la nobiltà della formazione classica all'immediatezza del pop
contemporaneo. Guardando alla scena musicale attuale, cosa salveresti e cosa
cambieresti per dare più spazio a progetti che, come il tuo, cercano di
scardinare i confini tra i generi?
Penso che
oggi ci sia un'enorme possibilità di fare musica, ed è una cosa bellissima.
Grazie alle nuove tecnologie e alle
piattaforme digitali, ogni artista può trovare il proprio pubblico. Quello che,
invece, cambierei è la tendenza a dover etichettare tutto. Sembra quasi che una
canzone debba appartenere per forza a un genere preciso, quando in realtà la
musica più bella è spesso quella che
sfugge alle definizioni.
Io arrivo
da una formazione classica, ma non ho mai vissuto questo percorso come un
confine. Al contrario, mi ha dato gli strumenti per interpretare, emozionare e
curare ogni dettaglio, mentre il pop mi permette di comunicare in modo diretto
e immediato. È proprio nell'incontro tra questi due mondi che sento di
esprimere davvero la mia identità artistica.
Mi
piacerebbe che si desse più spazio a chi ha qualcosa da raccontare, al di là
delle mode o degli algoritmi. Alla fine, il pubblico riconosce sempre
l'autenticità. Una canzone può avere un ritornello che ti entra subito in
testa, come "Niente Prove", ma allo stesso tempo avere un messaggio
che resta dentro anche dopo che la musica finisce. E credo che questa sia la
sfida più bella per un artista: riuscire a unire immediatezza e profondità.
5Con una
produzione che in passato ha esplorato anche lo spagnolo e sonorità
trasversali, come vivi oggi il rapporto con i Social Network? Pensi che la
visibilità digitale sia un reale mezzo di connessione empatica o rischi di
appiattire la complessità di un progetto artistico?
Credo che
oggi i Social Network siano uno strumento fondamentale per chi fa musica. Ti
permettono di arrivare direttamente alle persone, di condividere il tuo
percorso e di creare un dialogo che, fino a qualche anno fa, era impensabile.
Mi piace poter raccontare non solo il risultato finale, ma anche quello che c'è
dietro una canzone: il lavoro, le emozioni e tutto il percorso creativo.
Allo
stesso tempo penso che i social non debbano mai sostituire la musica. Un video
di pochi secondi può incuriosire, ma è una canzone a raccontare davvero chi sei
come artista. Il rischio è quello di
fermarsi alla superficie, mentre un progetto musicale ha bisogno di tempo per essere ascoltato, capito e vissuto.
Per questo
cerco di usare i social come una porta d'ingresso e non come il punto di
arrivo. Se un contenuto riesce a incuriosire qualcuno e lo porta ad ascoltare
"Niente Prove" dall'inizio
alla fine,
allora il social ha fatto il suo lavoro. La vera connessione, però, nasce
quando una persona si riconosce in una canzone e decide di farla entrare nella
propria vita. È lì che la musica crea un legame autentico.
Questa
nuova uscita consolida la parte più matura della tua scrittura in vista del
progetto discografico previsto per il 2026. Quali saranno i tuoi prossimi
impegni sul fronte dei live e come si evolverà il tuo racconto musicale sulle
piattaforme nei prossimi mesi?
"Niente
Prove" rappresenta un tassello importante del percorso che sto costruendo
e nei prossimi mesi ci saranno tante occasioni per portare questa musica dal
vivo. Continuerò con i miei concerti e le serate in giro, qui in Italia, che per me sono il momento più bello, perché è
lì che le canzoni prendono davvero vita e incontrano il pubblico.
Parallelamente
continuerò a raccontare questo viaggio anche sui social, condividendo non solo i live, ma anche il dietro le quinte,
la nascita dei nuovi brani e tutto quello che fa parte del mio mondo artistico. Mi piace coinvolgere le persone e farle
sentire parte di un percorso, non semplicemente spettatrici.
Il mio
obiettivo è continuare a crescere, pubblicare nuova musica e arrivare al
progetto discografico del 2026 con un'identità ancora più definita. Voglio che
ogni brano aggiunga un nuovo capitolo a questo racconto, mantenendo sempre una
caratteristica che considero fondamentale: emozionare, ma con un linguaggio pop
capace di arrivare a tutti.