Dalla parola scritta al grande mosaico sonoro: Anastasia Anniemore 24 presenta “Un bacio di fortuna – Vol. 3”




Dalla formazione in giornalismo e dalla scrittura poetica fino alla composizione e alla produzione discografica, il percorso di Anastasia Anniemore 24 trova la sua linfa vitale nel potere evocativo della parola. Con l'uscita di “Un bacio di fortuna – Vol. 3”, l'autrice prosegue il suo corale progetto “30 brani per 30 voci”, accompagnato anche dalla pubblicazione dell'omonimo libro edito da Aletti Editore con la prefazione/recensione di Mogol. Attraverso una tavolozza sonora ricca di sfumature — dal pop dark al synth-pop, fino all'ambient e al pop-rock —, Anastasia racconta a Revista Web il senso di una musica intesa come spazio di condivisione universale e specchio delle nostre emozioni più profonde.
 
Come è avvenuto il tuo incontro con la musica e come si è trasformato nella scelta di esplorare la canzone come spazio di narrazione poetica e collettiva?
Il mio incontro con la musica è passato prima di tutto attraverso la scrittura, e non viceversa. Sono laureata in giornalismo e, anche se da bambina ho frequentato la scuola musicale studiando pianoforte, per molto tempo non ho pensato che la musica sarebbe diventata il centro della mia vita. La mia vocazione più profonda è sempre stata la parola: raccontare, osservare, dare forma a ciò che si prova e a ciò che spesso rimane nascosto.
Dopo essermi trasferita in Italia mi sono occupata di commercio internazionale; poi, a un certo punto, ho ricominciato a scrivere. Sono nate prima le poesie in russo e successivamente quelle in italiano.
Le persone apprezzavano i miei testi, ma mi sono resa conto che non era facile farli conoscere davvero. La poesia chiede attenzione e tempo. Ho pensato allora che la musica potesse essere il vettore più diretto.Così ho iniziato a scrivere canzoni in diverse lingue, a cercare le voci giuste e a scoprire una nuova dimensione di me: quella di autrice e produttrice discografica.
Quando ho visto che sempre più cantanti desideravano partecipare a questo percorso e dare vita alla mia musica, ho capito che quella era la mia strada. Oggi non è soltanto un lavoro: è il mio stile di vita, la mia passione e il modo più autentico che ho trovato per trasformare la parola in incontro collettivo.
 
Con il nuovo EP “Un bacio di fortuna” (Vol. 3) porti avanti l'ambizioso progetto “30 brani per 30 voci”: quale messaggio profondo vuoi trasmettere attraverso questo mosaico corale?
Con Un bacio di fortuna – Vol. 3 prosegue il percorso di 30 brani per 30 voci, un progetto che nasce da una convinzione molto semplice: possiamo avere vite, origini, ruoli e situazioni molto diversi, ma nei passaggi importanti dell’esistenza proviamo spesso sensazioni simili.
Paura, speranza, desiderio, dolore, gioia, incertezza, forza e fragilità attraversano tutti noi. Attraverso questo mosaico di trenta brani e trenta interpreti desidero creare uno spazio di condivisione in cui queste esperienze possano emergere senza giudizio.
Vorrei che ogni ascoltatore potesse specchiarsi almeno in una canzone, indossarla quasi come se fosse propria e viverla dall’interno. A volte non troviamo le parole o il coraggio per raccontare ciò che sentiamo; una canzone può diventare quella voce che ci aiuta a parlare agli altri — e prima ancora a noi stessi — di ciò che resta nascosto.
Il progetto ha anche una dimensione concreta di crescita per tutti gli artisti coinvolti. È uno spazio di visibilità, confronto e sviluppo, in cui ogni voce entra in dialogo con una visione autoriale comune senza perdere la propria identità. Credo profondamente nella collaborazione: è uno degli strumenti più potenti per crescere, artisticamente e umanamente.
Non a tutti è chiaro il concetto.  Credo che, quando si lavora con rispetto e con una direzione condivisa, insieme si sia davvero più forti.

Tra aperture ambient, delicatezze acustiche e suggestioni cinematografiche, che atmosfera si respira nei cinque brani di questo terzo volume?
Nel terzo volume di Un bacio di fortuna convivono cinque brani con mood, immagini e generi molto diversi. È proprio questa varietà a costruire l’identità dell’EP: non volevo creare un percorso uniforme, ma un paesaggio emotivo fatto di contrasti, passaggi e sfumature.
Si passa dal pop dark e cinematografico di Questa notte all’ambient pop immersivo di Sirena; dalle sonorità synth-pop di Crepuscolo all’energia più diretta del pop-rock di Postino, fino alla dimensione intima e narrativa della ballata Mappamondo. Ogni canzone ha un proprio spazio sonoro e una propria voce, come se fosse una scena diversa di un unico film interiore.
Eppure, nonostante le differenze, esiste un filo che le unisce. Alcuni ascoltatori dalla Russia, che non parlano italiano, mi hanno raccontato di aver ascoltato i brani dell’album a occhi chiusi, proprio come si ascolta una musica in una lingua sconosciuta: lasciandosi guidare dalle sensazioni, dal timbro delle voci, dall’atmosfera e dal movimento delle melodie.
Mi hanno detto che, anche essendo così diversi, i cinque brani stanno bene insieme e disegnano un quadro emotivo coerente. Per me è un riscontro molto prezioso: significa che la musica riesce a trasmettere qualcosa prima ancora delle parole e che le canzoni, messe una accanto all’altra, diventano parti di un unico racconto sul sentire umano.
 
All'interno dell'EP troviamo tracce intense come “Sirena”, “Questa Notte”, “Crepuscolo”, “Mappamondo” e “Il Postino”: c’è un brano a cui sei particolarmente legata in questo capitolo e perché?
Non riuscirei a scegliere un brano solo. A ciascuna canzone è legata una storia: il momento in cui è nato il testo, una situazione vissuta, un incontro, una sensazione o una domanda che mi ha spinto a scrivere.
Poi ogni brano acquisisce una seconda vita attraverso l’incontro con chi lo interpreta: la scelta della voce, le sessioni in studio, le ore di lavoro, gli imprevisti, i sacrifici, l’entusiasmo e il desiderio comune di offrire una parte autentica della propria storia a chi ascolterà.
Per questo Sirena, Questa Notte, Crepuscolo, Mappamondo e Il Postino non sono per me semplicemente cinque tracce di un EP. Sono cinque percorsi diversi, ognuno con la propria memoria, la propria voce e il proprio carattere.
Li sento un po’ come figli: non potrei scegliere di amare o preferire uno soltanto.
 
Un’ultimissima domanda: quali saranno i tuoi prossimi impegni e i nuovi capitoli all'orizzonte?
C’è poi un’altra dimensione a cui tengo moltissimo: è uscito anche il mio libro Un bacio di fortuna, pubblicato da Aletti Editore, con i testi di tutti i brani del progetto e una recensione di Mogol. Ho voluto lasciare una traccia anche sulla pagina stampata.Il volume raccoglie infatti trenta testi in italiano, poi diventati canzoni.
Invito chi desidera scoprirlo a verificare personalmente questo dialogo tra parola scritta e musica: potete scrivermi su Instagram, TikTok o YouTube per ricevere informazioni sull’invio del libro, oppure cercare e scaricare il formato e-book/PDF sulle piattaforme online.
Per me è importante che il progetto resti un ponte tra ascolto e lettura: una canzone può emozionare attraverso una voce e un arrangiamento, ma un testo può continuare a parlare anche nel silenzio di una pagina.
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