Partita
con una chitarra e una viola, ha scoperto di avere la sua arma più potente
nella voce. Sulle pagine di Revista web, Call me Laura approfondisce le
tematiche della sua rinascita artistica e personale. Tra karaoke improvvisati
in Giordania, sonorità pop narrative e il successo del suo intimo brano
"Dietro le nuvole", la cantautrice delinea la rotta per un futuro
musicale fatto di empatia, fiducia e profonda autenticità.
Il tuo
viaggio musicale affonda le radici nello studio di strumenti come la chitarra e
la viola, ma la vera svolta è arrivata inaspettatamente durante un karaoke in
Giordania. Ci racconti com'è iniziato concretamente il percorso artistico che
ti ha portata fin qui?
La svolta è
arrivata il 17 gennaio 2023, durante un viaggio in Giordania. Mi trovavo a un
karaoke con alcuni amici e uno di loro, che riusciva a leggermi come se fossi
un libro aperto, mi disse una frase molto semplice: "Tu devi cantare, non
puoi non farlo". Quelle parole mi hanno colpita profondamente. Mi hanno
fatto capire quanto mi mancasse la musica e quanto avessi bisogno di darle
nuovamente spazio nella mia vita. Da lì è iniziato un percorso che mi ha
portata prima a credere di nuovo in me stessa e poi a trasformare quella
passione in un progetto concreto.
Le tue
canzoni uniscono una forte sensibilità narrativa a un sound pop intimo e
sincero, fortemente influenzato da artisti come Cesare Cremonini. Come potremmo
definire la tua identità stilistica e il genere in cui si muove il progetto
Call me Laura?
Definire la
propria musica non è mai semplice, ma credo che il termine che mi rappresenta
di più sia "pop narrativo". Mi piace raccontare storie ed emozioni
attraverso un linguaggio diretto, accessibile e vicino alla quotidianità,
perché penso che le cose più profonde spesso si nascondano proprio nei dettagli
più semplici. Le mie canzoni nascono quasi sempre da esperienze personali, da
pensieri che mi accompagnano per giorni o da momenti che sento il bisogno di
fermare e trasformare in qualcosa di condivisibile. Cerco di costruire immagini
e parole che non siano troppo distanti da chi ascolta, ma che possano diventare
uno specchio in cui riconoscersi. Non mi interessa creare qualcosa di perfetto
o troppo costruito, quanto piuttosto qualcosa di vero. Per questo il mio
approccio alla scrittura è molto istintivo: parto da un'emozione e cerco di
seguirla senza snaturarla. L'obiettivo è che le mie canzoni possano essere
vissute, non soltanto ascoltate. Vorrei che chi le ascolta potesse entrarci
dentro, ritrovarsi in una frase, in un'immagine o in una sensazione, e magari
sentirsi un po' meno solo.
Per te la
scrittura è il mezzo prediletto per attraversare le esperienze e trasformare
vissuti silenziosi in emozioni capaci di appartenere a chiunque. Che messaggio
vorresti lanciare e far risuonare nel pubblico con la tua musica?
Vorrei
ricordare alle persone che non sono sole. Tutti attraversiamo momenti di
fragilità, di cambiamento e di incertezza. Le mie canzoni non vogliono
insegnare nulla, ma semplicemente condividere esperienze. Se qualcuno riesce a
sentirsi compreso grazie a una mia canzone, allora la musica ha fatto il suo
lavoro.
Dopo il
debutto con "La vita è una danza", sei tornata in radio con il brano
"Dietro le nuvole", che racconta la scelta coraggiosa di rialzarsi e
trovare la luce interiore. Da poco è uscito questo tuo nuovo singolo: ti va di
presentarlo ai nostri lettori svelandoci la sua anima?
"Dietro
le nuvole" è una canzone che parla di fiducia. Non della fiducia che
arriva quando tutto va bene, ma di quella che scegli di avere quando il cielo è
grigio e non riesci ancora a vedere il sole. È un brano che racconta la
crescita, la resilienza e la capacità di rialzarsi, ma soprattutto il momento
in cui smetti di aspettare che qualcosa cambi fuori e inizi a cambiare il tuo
modo di stare dentro alle cose. Per me rappresenta il passaggio dalla
consapevolezza all'azione: non solo capire che bisogna andare avanti, ma
scegliere di farlo anche quando fa paura, anche quando non hai tutte le
risposte. È una canzone molto sincera, nata da un periodo in cui ho dovuto
imparare a fidarmi di me stessa senza avere certezze; proprio per questo, credo
che sia uno dei brani in cui mi sono messa più a nudo.
Sappiamo
che sei una persona molto scaramantica quando si parla delle prossime uscite,
ma questo pezzo rappresenta chiaramente un ponte importante verso il futuro.
Quali sono i tuoi progetti futuri e i prossimi passi discografici che stai
delineando?
Avete fatto
bene i compiti, sono davvero molto scaramantica! Quindi cercherò di rispondere
senza attirarmi addosso la sfortuna. Posso dire che "Dietro le
nuvole" è sicuramente un passaggio importante del mio percorso, ma non è
un punto di arrivo. Anzi, credo sia l'inizio di una nuova fase. Con Sabatino
Salvati e il team di Up Music Studio stiamo già lavorando a nuova musica e
posso anticipare che il prossimo brano sorprenderà chi mi ha conosciuta
attraverso "La vita è una danza" e "Dietro le nuvole". Sarà
diverso nelle atmosfere e nelle sonorità, ma avrà lo stesso cuore: continuerà a
raccontare emozioni vere, esperienze autentiche e quei piccoli, grandi momenti
in cui tutti, prima o poi, ci ritroviamo. Mi piace pensare al mio progetto come
a un viaggio in continua evoluzione. Non so ancora esattamente dove mi porterà,
ma so che voglio viverlo fino in fondo, lasciandomi la libertà di crescere,
sperimentare e raccontare ogni nuova versione di me che incontrerò lungo la
strada. E questa, secondo me, è la parte più bella.
