L'evoluzione di Ralph: accettare il passato per guardare al futuro

 


Un percorso da autodidatta iniziato a quattordici anni con una chitarra in dono e maturato grazie a una solida forza di volontà. Ai microfoni di Revista Web, Ralph ripercorre le tappe chiave della sua crescita artistica e sviscera l'anima nostalgica del suo singolo di debutto, "Memoria". Un viaggio riflessivo che spazia dalla necessità di una maggiore inclusione culturale nella scena indipendente italiana fino al rapporto trasparente e costruttivo con le dinamiche e i numeri dei social network.

Hai avviato il tuo percorso musicale da circa un anno, costruendo la tua identità forte in modo del tutto autonomo e guidato dalla volontà di migliorarti. Ci racconti quali sono state le tappe più importanti che ti hanno portato fino a questo debutto?

Credo che le tappe più importanti siano state quelle che mi hanno portato a credere sempre di più in qualcosa che per tanto tempo è rimasto soltanto una passione. Tutto è iniziato da una chitarra che mio padre mi regalò quando avevo 14 anni e dalla curiosità di imparare da autodidatta i primi accordi. Da lì ho iniziato a cantare sempre di più, tra eventi della comunità filippina, compleanni e piccole occasioni che mi permettevano di fare esperienza. Negli anni ho continuato ad ascoltare musica, cantare e cercare di migliorarmi, spesso sbagliando e ricominciando da capo. Credo che la tappa più essenziale sia stata però la decisione di smettere di considerare la musica solo un sogno e mettermi in gioco per lottare; anche il punto in cui mi trovo ora mi sembra ancora un sogno. Senza quella scelta, probabilmente, "Memoria" non sarebbe mai esistita.

"Memoria" ci porta dentro una relazione che svuota. Quale consapevolezza o messaggio profondo vuoi comunicare a chi ascolta questo tuo nuovo singolo?

Credo che il messaggio più importante di "Memoria" sia che non sempre dobbiamo avere fretta di dimenticare ciò che ci ha segnato. Viviamo in un mondo che spesso ci spinge ad andare avanti il più velocemente possibile, ma alcune persone, alcune relazioni e alcune emozioni lasciano un'impronta che fa parte della nostra storia. La consapevolezza che vorrei lasciare è che non c'è nulla di sbagliato in questo. Accettare ciò che abbiamo vissuto, anche quando è doloroso, può essere un passo essenziale per capire meglio noi stessi e andare avanti con maggiore serenità.

Se dovessi racchiudere l'anima malinconica ed emotiva di "Memoria" in soli due aggettivi, quali sceglieresti e perché?

Direi “vulnerabile” e “nostalgica”. Vulnerabile perché "Memoria" parla di emozioni che spesso facciamo fatica ad ammettere persino a noi stessi: l'attaccamento, la mancanza e la difficoltà di lasciar andare qualcosa che ci ha segnato. Nostalgica perché il brano vive costantemente tra presente e passato, tra ciò che è stato e ciò che continuiamo a portare con noi. Credo che l'anima della canzone stia proprio nell'incontro tra queste due dimensioni.

Dal tuo punto di vista di artista emergente, cosa ne pensi della scena musicale attuale italiana? C'è qualcosa che salveresti e qualcosa che, invece, cambieresti?

Credo che la scena musicale italiana stia vivendo un momento molto interessante. Se dovessi salvare qualcosa, direi la varietà che sta emergendo sempre di più. Oggi ci sono artisti che arrivano da percorsi molto diversi e che stanno portando nuove influenze e nuove sensibilità nel panorama musicale. Sono felice anche di vedere il ritorno di generi come l'R&B e il Pop più melodico, che sono quelli con cui sono cresciuto. Se invece potessi cambiare qualcosa, probabilmente vorrei vedere una maggiore apertura verso culture, lingue e sonorità diverse. Trovo bellissimo quando un artista riesce a portare nella propria musica le sue radici e la propria identità. Essendo di origine filippina, mi piacerebbe vedere sempre più spazio per questo tipo di contaminazione culturale, perché credo che possa arricchire enormemente la musica italiana e, nel frattempo, potrebbe far conoscere a più persone una cultura che magari ignorano completamente.

Cercando sempre di creare un legame autentico con chi ti ascolta, come vivi il rapporto con i social network? Pensi che la visibilità istantanea che offrono sia più un bene o un male per la scena musicale di oggi?

Ho un rapporto un po' contrastante con i social network. Da una parte credo siano uno strumento incredibile, perché permettono ad artisti emergenti come me di condividere la propria musica e raggiungere persone che altrimenti non avrebbero mai avuto modo di scoprirla. Dall'altra parte, però, a volte ho l'impressione che ci si concentri troppo sui numeri e troppo poco sulla musica. Penso che la visibilità istantanea sia un bene quando viene usata per creare connessioni autentiche e dare spazio a nuovi artisti, ma possa diventare velocemente un limite quando il valore di una canzone viene misurato solo in visualizzazioni o follower. Personalmente cerco di vedere i social come un mezzo per condividere quello che faccio e raccontarmi, non come il fine ultimo del mio percorso.

Dopo questa importante release discografica, quali saranno i tuoi prossimi impegni e i traguardi che vuoi raggiungere a breve?

In questo momento il mio obiettivo principale è continuare a crescere e fare esperienza. Essendo il mio primo singolo ufficiale, sto cercando di vivere ogni fase di questo percorso con curiosità e gratitudine, imparando il più possibile da ogni opportunità. Mi piacerebbe continuare a lavorare sulla mia musica, capire sempre meglio quale sia la mia identity artistica e iniziare a portare la mia voce davanti a un pubblico, che sia attraverso delle live session, delle esibizioni dal vivo o nuovi progetti musicali. Più che inseguire un risultato preciso, voglio costruire delle basi solide che mi permettano di crescere nel tempo e condividere sempre più parti di me attraverso la musica.

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