Dietro la freschezza di un successo estivo si nasconde un bagaglio fatto di anni di gavetta, incontri straordinari e prestigiose collaborazioni. Nella seconda parte dell'intervista rilasciata a noi di Revista Web, Matteo "Teo" Montresor e Carlo Tavella ripercorrono le tappe fondamentali della loro storia — dai palchi condivisi virtualmente con icone come Bobby Solo e Gatto Panceri fino alla nascita dei Lime Loop — offrendo una riflessione lucida, profonda e senza filtri sulla scena musicale odierna, tra l'illusione dei social network e il bisogno di ritornare alla vera artigianalità della canzone.
Ci racconti le tappe più importanti del vostro percorso musicale?
Il progetto nasce nel 2015 in una veste pop lirica, ma è nel 2023 che avviene la svolta decisiva con l'arrivo di Carlo e la nascita ufficiale dei Lime Loop.
Le tappe fondamentali del nostro percorso mostrano un'evoluzione costante:
Le origini (2015-2019): Il progetto nasce nel 2015 con un'impronta pop lirica grazie all'incontro artistico tra il tenore veronese Matteo Montresor (Teo) e la produzione di Up Music (Antonio e Sabatino Salvati). Nel 2018 arriva una prima importante conferma con la vittoria del premio Senior al Sanremo New Talent grazie al brano “Finché c'è musica”.
La svolta caraibica con Luca Sala (2021): Un momento chiave è la collaborazione con l'autore Luca Sala (già vincitore di Sanremo 2012 per Emma Marrone), che firma per noi il singolo estivo dai ritmi caraibici “Musica nueva”.
Il legame con Bobby Solo e TGCOM24 (2021-2023): Nel 2021 pubblichiamo “Il Rock & Roll si balla ancora”, scritto per noi dal grande Bobby Solo. Una collaborazione che si rinnova con il successo di “Chilometri di noi”, brano che entra nella Top 50 radiofonica e ci regala una prestigiosa vetrina televisiva su TGCOM24.
L'incontro con Gatto Panceri (2023): Sempre nel 2023 abbiamo l'onore di interpretare “Grido e canto”, un brano intenso scritto appositamente per il duo da Gatto Panceri insieme a Claudio Bastianelli.
La nascita dei Lime Loop (2023): Al culmine di questo percorso, l'arrivo di Carlo segna il cambio di stile definitivo e la nascita ufficiale del progetto Lime Loop, chiudendo il cerchio del nostro passato e aprendo le porte al futuro.
"Vento d'estate" non è una semplice canzone, ma una vera e propria promessa nata in un momento difficilissimo, nel reparto di oncologia di Brescia. Quale profondo messaggio di speranza e rinascita volete comunicare al pubblico con questo nuovo singolo?
Il profondo messaggio che vogliamo trasmettere è la vittoria della speranza sulla paura, dimostrando che anche nei momenti più bui vale sempre la pena credere nel domani.
Il trionfo della speranza: Per noi, cantare questo brano evoca la sensazione del mare e del vento sulla pelle, simboleggiando il ritorno a una ritrovata libertà dopo la sofferenza.
Un legame che libera: La canzone sostiene l'idea che tra le persone non debba esserci un legame che stringe e costringe, bensì un desiderio profondo che libera e dona seconde possibilità alla vita.
Una promessa mantenuta: Nato in un contesto di estrema vulnerabilità, il pezzo si trasforma in un inno alla resilienza, un promemoria per non smettere mai di lottare e di guardare al futuro con fiducia.
Se doveste scegliere due soli aggettivi per descrivere l'anima e le sonorità di questo singolo, quali scegliereste?
Sceglieremmo senza dubbio:
Liberatorio: La scelta ritmica della bachata e il testo stesso richiamano l'immagine del mare, della brezza sulla pelle e di un forte desiderio di libertà mentale, che spinge a lasciarsi alle spalle i pesi e le aspettative altrui.
Resiliente: Sotto la superficie di un brano estivo, l'anima della canzone racchiude una profonda rinascita e una vittoria della speranza sulla paura, legata al superamento di momenti bui e alla riscoperta del valore della vita.
Oggi nel vostro bagaglio convivono l'impostazione lirica, il pop moderno e collaborazioni importanti con grandi firme come Gatto Panceri, Luca Sala e Bobby Solo. Cosa ne pensate della scena musicale attuale? Cosa salvereste e cosa cambiereste di questo panorama?
La scena musicale attuale è un terreno estremamente dinamico, ricco di stimoli ma anche profondamente frammentato.
Cosa salveremmo: Sicuramente la libertà di contaminazione; oggi non esistono più barriere rigide tra i generi. Il fatto che nel nostro percorso convivano la lirica, la freschezza del pop moderno e la struttura della canzone d'autore dimostra che il pubblico è pronto a sfumature diverse. Salviamo anche l'accessibilità dei mezzi di produzione legata alle nuove tecnologie, che democratizza la creatività. Infine, il ritorno alla sinergia generazionale: lavorare con i maestri della tradizione ci conferma che la "vecchia scuola" ha una solidità di scrittura e un'anima che, se unite alla freschezza dei suoni moderni, creano qualcosa di unico e senza tempo.
Cosa cambieremmo: L'usa e getta dei consumi musicali imposto dall'era dello streaming e dei social. Spesso le canzoni vengono consumate in pochi secondi e dimenticate nel giro di due settimane; vorremmo che si tornasse a dare il giusto tempo alla musica per respirare e legarsi alla vita delle persone. Cambieremmo anche l'omologazione dei suoni dovuta all'uso esasperato di algoritmi, incoraggiando una maggiore ricerca dell'identità vocale, e la tendenza a sacrificare la complessità della melodia a favore del solo ritmo d'impatto immediato.
Il segreto, per noi, sta nel non perdere mai la bussola dell'artigianalità della musica: usare la modernità come vestito, ma mantenere la melodia, la scrittura e l'anima come cuore pulsante del pezzo.
La vostra è una storia densa, fatta di vita vera, amicizia e destino. Come vivete il rapporto con i Social Network? Pensate che la visibilità immediata che offrono questi mezzi sia un bene per raccontare progetti profondi come il vostro, o rischia di essere un limite per la scena musicale?
La nostra è una storia che affonda le radici nella vita vera, ma oggi dobbiamo fare i conti con una realtà in cui tutto è basato sui social network, compresi, spiacevolmente, i rapporti umani. Questa digitalizzazione forzata crea un enorme paradosso per chi fa musica:
L'illusione della connessione: I social vendono l'idea di una vicinanza costante, ma spesso svuotano i rapporti della loro autenticità. L'amicizia e il destino, che per noi sono stati i motori di tutto, non si possono riassumere in un trend di 15 secondi.
Il rischio per la musica: La visibilità immediata è un'arma a doppio taglio. Se da un lato permette di arrivare a tutti istantaneamente, dall'altro impone una velocità che mal si sposa con la profondità. I progetti che hanno bisogno di tempo per essere capiti rischiano di perdersi nel rumore di fondo.
Il nostro approccio è cercare di usare questi mezzi come un megafono, non come la nostra identità. Il limite più grande della scena attuale è confondere i "follower" con il pubblico vero, quello che poi viene ai concerti a stringerti la mano.
Avete appena presentato il brano dal vivo il 13 giugno al Kiss Kiss Play Summer a Baia Domizia. Quali saranno i vostri prossimi impegni estivi e live per portare questa ventata di ripartenza in giro per l'Italia?
Tutte le date del nostro tour sono in continuo aggiornamento sul nostro sito ufficiale limeloop.it, e da lì potrete collegarvi direttamente a tutti i nostri canali social per rimanere sintonizzati. Vi aspettiamo sotto il palco per ballare e ripartire insieme!
